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Economia

Ilaria Bifarini – Intervista

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ilaria bifarini intervista
Libri Roberto Di Molfetta

Ilaria Bifarini Intervista all’economista ipercritica del neoliberismo

Ciao Ilaria, grazie per avermi concesso l’intervista. Ti chiedo subito: chi è Ilaria Bifarini ?

Ilaria Bifarini è una libera pensatrice, che si discosta dal pensiero unico neoliberista, smascherando gli inganni e le leve psicologiche di cui esso si serve. Il mio percorso da economista indipendente è iniziato con la riscoperta delle materie umanistiche, come la sociologia e la psicoanalisi, mossa dall’intento di riportare l’economia al suo ruolo originario di disciplina sociale.

A differenza degli economisti contemporanei, che si sono trasformati in tecnocrati, nella mia analisi rimetto al centro l’uomo e lo sviluppo del benessere collettivo. La scienza economica è nata come costola della filosofia, ma attraverso un processo di matematizzazione se ne è discostata sempre di più, bramosa di acquisire il rango di scienza esatta, come la fisica, che non potrà mai competerle.

Ciò ha fatto sì che gli economisti si autoproclamassero detentori della verità assoluta – sebbene le loro previsioni si siano rivelate spesso inattendibili e le proprie ricette fallimentari – plasmando l’organizzazione della società e prendendo il sopravvento sulla politica. Solo un approccio interdisciplinare e non tecnicistico e l’utilizzo di un linguaggio accessibile a tutti può avvicinare le persone comuni all’economia, fugare i loro infondati e indotti timori che si tratti di una scienza astrusa e complicata.

In realtà non possiamo sottrarci dalla sua comprensione perché, come affermava J. K. Galbraith, capire l’economia significa comprendere gran parte delle questioni della nostra vita. Ai tempi d’oggi è qualcosa di assolutamente rivoluzionario, in quanto l’ortodossia e il fanatismo del libero mercato hanno permeato persino coloro che si ritengono indenni. Dunque, Ilaria Bifarini è una ribelle, perché instilla il pensiero critico.

Ti definisci una bocconiana pentita. Di cosa ti sei pentita e perché ?

Mi definisco redenta e non pentita. Questo è l’errore che commettono tutti, confondere il pentimento con la redenzione. Non mi sono pentita del percorso formativo che ho fatto, che anzi mi ha permesso di approfondire e di comprendere come opera il pensiero unico neoliberista in tutte le sue sfaccettature. L’università Bocconi, che ho frequentato con profitto, è uno dei più prestigiosi e blasonati atenei di economia, dove la materia viene insegnata secondo quello che è il modello unico oggi imperante, ossia quello neoliberista.

Si tratta di un paradigma che viene presentato come assoluto e inconfutabile, sebbene nella scienza economica i modelli non abbiano mai validità universale, ma solo in base alle situazioni e al determinato arco temporale ai quali sono riferiti. Il neoliberismo non è soltanto una dottrina economica ma una vera e propria religione, che attecchisce attraverso la diffusione e l’adesione acritica e inconsapevole a determinati modelli sociali, considerati come la strada per il successo.

È l’esaltazione dell’individuo, l’annullamento della dimensione sociale e collettiva, presupposto fondamentale per l’egemonia del mercato. Conoscere e frequentare certi ambienti, che rappresentano le fucine di questa ideologia, vuol dire assorbire completamente, in alcuni casi persino con una certa esaltazione, una simile visione assolutistica e totalizzante. Redimersi significa prendere gradualmente atto della propria soggezione a tale ideologia e, attraverso un processo faticoso e a tratti doloroso, riuscire a liberarsene. Non è per nulla semplice e non è mai definitivo, necessita di uno sforzo continuo.

A cosa e a chi ti opponi, nei tuoi scritti ?

Mi oppongo proprio all’adesione acritica e il più delle volte inconsapevole al paradigma ingannevole e falsato, presentato come l’unico e il migliore possibile. I media e il mainstream fanno un lavoro capillare e incessante di propaganda, che stordisce il cittadino comune, perlopiù in buona fede. Gran parte degli spot usati da economisti, politici, conduttori televisivi, ma anche da quelli che dovrebbero essere gli intellettuali odierni, utilizzano un armamentario di luoghi comuni e di similitudini infondate, che fanno presa sui cittadini.

Eppure basterebbe una semplice e lucida analisi per smascherarli uno a uno. Esistono però dei meccanismi mentali, chiamati bias cognitivi, che agiscono come trappole mentali e ostacolano la comprensione l’inganno. La cosa drammatica è che l’attuale comunicazione, dalla propaganda politica al marketing, è talmente aggressiva e onnipervasiva da plasmare l’opinione pubblica e reprimerne sempre più la propria capacità di pensiero razionale e autonomo. Nella società dell’informazione e della conoscenza accessibile a tutti si è voluto annichilire il pensiero e la capacità di giudizio. L’economia è la scienza che più utilizza e beneficia di questa mistificazione, indirizzando la politica secondo i propri interessi, ossia quelli dei più potenti.

Alcuni libri di Ilaria Bifarini

  

Qual è per il tuo modo personale di considerarlo, il ruolo di un economista che si rivolge al grande pubblico, ai non addetti ai lavori ?

Come ho spiegato, l’economista deve essere in grado di spiegare in modo semplice i fenomeni economici, avvicinando e non allontanando il grande pubblico. Occorre diffidare sia da chi usa tecnicismi e formule matematiche per rendere volutamente ostica la propria materia, sia da chi afferma che non ci sono alternative all’attuale religione dei mercati, che indica le politiche di austerità e il sacrificio come uniche vie. Abbiamo visto come questo modello sia fallimentare e generi povertà e disuguaglianza crescenti.

Il vero economista, che non è un tecnico, deve avere una visione d’insieme e interdisciplinare, cui non può mancare l’etica.

Ti senti ostacolata a causa del tuo punto di vista controcorrente ? Hai ricevuto mai pressioni indebite ?

Sì, il mio ruolo di economista controcorrente mi crea molte inimicizie. Le persone libere fanno paura, soprattutto quando denunciano gli inganni e le strumentalizzazioni del sistema in modo chiaro e documentato come faccio io. Mi è capitato, ad esempio, di essere vittima di un vero proprio bullismo mediatico proprio sui social dopo aver partecipato a una nota trasmissione televisiva in cui spiegavo il fallimento dell’area euro. In realtà, ogni volta che tocco un tabù economico, suscito reazioni forti e spesso aggressive. Tuttavia non mi sento ostacolata, ma anzi stimolata ad andare avanti.

Facciamo un gioco: se tu diventassi l’unica esperta a cui affidare l’economia nel momento storico attuale, quali provvedimenti adotteresti come esperta per il nostro Paese ?

Ripristinerei in Europa le valute nazionali, così come esistono in tutto il mondo. Riporterei l’attuale forma di capitalismo a un modello più socialista, in cui lo Stato abbia un ruolo attivo, e non invasivo, nella vita del cittadino. Stato e mercato sono infatti complementari e non si può rinunciare al primo in nome dell’idolatria del secondo.

Cercherei poi di porre un freno all’attuale iper-finanziarizzazione dell’economia, dove la finanza ha fagocitato l’economia reale, ripristinando ad esempio il Glass Steagall Act e introducendo maggiori limiti e controlli sugli strumenti derivati e la finanza ombra. Inoltre, calmiererei l’attuale iperglobalizzazione, attraverso delle regole condivise più stringenti e a tutela delle fasce più deboli, che ne pagano le conseguenze.

Come linea guida seguirei un modello economico globale che rimetta al centro l’uomo, lo sviluppo non solo economico ma anche sociale e la redistribuzione delle ricchezze. Il problema alla base delle disfunzioni dell’economia odierna è proprio l’eccessiva concentrazione dei redditi nelle mani di pochi, anzi pochissimi. Infine occorre prestare attenzione anche alla sostenibilità dell’ambiente, ma non certo nel mondo propagandistico con cui viene trattato ora.

Che ne pensi dell’Unione Europea e dell’Euro ? E’ vero, come dicono anche tuoi colleghi economisti anche importanti, che l’Italia per difendere i propri interessi deve uscire dall’Euro?

Purtroppo sono sempre meno gli economisti che si fanno portatori della volontà di uscire dalla moneta unica. Ciò comporta un allontanamento da parte dell’opinione pubblica, per cui si sta creando sempre più un tabù sulla questione dell’uscita dall’euro, che diventa quasi impossibile scardinare.

L’Euro, come sostiene lo stesso Stiglitz, è un esperimento fallimentare che ha soffocato la crescita in Europa e ha acuito le divergenze al suo interno. L’Italia, in particolare, è quella che ne ha risentito maggiormente, ma come vediamo persino la Germania sembra essere al capolinea e l’intera Eurozona presenta una crescita modestissima. La moneta unica non può funzionare per dei paesi che presentano simili diversità e gli effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. La fine nell’Euro sarebbe sicuramente un toccasana per le economie che ne fanno parte, in primis per l’Italia.

Alcuni libri di Ilaria Bifarini

  

Come giudichi la competenza in campo economico della nostra classe di politici ?

Credo che ci siano validi economisti, ma manca una chiara e completa posizione anti-liberista, capace di sconfessare l’attuale fallimentare modello. Coloro che presentano una visione d’insieme, orientata al superamento dell’ortodossia del mercato e allo sviluppo di un nuovo modello volto all’effettivo benessere socio-economico dell’uomo, sostenibile e innovativo, non comprendono che i vincoli di Bruxelles rappresentano un vincolo insormontabile per la sua realizzazione.

Non si può invertire rotta aderendo alle restrizioni di un modello superato, di cui l’UE -e in particolare l’Unione monetaria- è la massima espressione. Per contro, coloro che si oppongono alla gabbia di Bruxelles propongono di fatto l’adozione di soluzioni liberiste, senza puntare a quegli investimenti pubblici produttivi fondamentali per il Paese e in grado di creare occupazione, come prevede la ricetta keynesiana.

Siamo in un’impasse ideologica che ci impedisce di reagire, per questo occorre lavorare ancora tanto sulla divulgazione e sulla consapevolezza, che arrivi anche alla classe politica.

Per quali partiti e uomini e donne politici provi simpatia ?

Vedi risposta precedente.

Hai progettato sin dall’inizio di diventare una scrittrice alternativa ? O è stato frutto di un percorso per tappe ?

Sin da bambina ho sempre pensato che avrei voluto fare qualcosa che arrivasse a tutti e lasciasse traccia nella storia. Non sapevo bene cosa, ho sempre avuto una passione smodata per la lettura, un vivo interesse per le questioni sociali e una peculiare predisposizione per la logica e la matematica. Non immaginavo che nella scrittura di saggi di economia e di attualità, adottando un approccio interdisciplinare e umanistico, avrei potuto accontentare il mio “daimon”. La scrittura è per me la massima forma di espressione e come ogni arte ci rende immortali.

Tu utilizzi i social network per diffondere la tua opinione. Secondo te parlare di concetti economici in un ambito così poco incline alla riflessione e ai tecnicismi, permette di veder assimilato il proprio pensiero ?

I social sono lo strumento comunicativo più utilizzato e “democratico” dei nostri tempi, che consente di raggiungere un pubblico molto vasto e trasversale in tempo immediato. Sicuramente si incontrano diversi limiti, non tanto legati alla divulgazione dei tecnicismi che, come ho spiegato sono una costruzione della scienza economica, ma alla difficoltà di indurre alla riflessione. I social network, in particolare Twitter, comportano una comunicazione veloce, continua e copiosa, persino eccessiva.

Non è facile per l’utente districarsi in questo coacervo informativo, così come non lo è catturare la sua attenzione con contenuti di qualità. Occorre prestare molta cura sia ai messaggi che alla forma e adottare una condotta etica, che non miri ai grandi numeri e al coinvolgimento attraverso il sensazionalismo, come molti fanno usando una comunicazione becera e facendo ricorso al sempre attraente complottismo.

Inoltre, bisogna mantenersi lontani dagli estremismi, dalla polarizzazione estrema, che esacerbano gli animi e trascendono spesso in una comunicazione volgare e aggressiva. Questa attenzione all’equilibrio e alla qualità dei contenuti alla lunga paga.

Oltre ai social utilizzo il mio blog personale ( ilariabifarini.com), dove riporto articoli e interviste ma, soprattutto, il mio strumento principale e prediletto sono i libri: solo attraverso la lettura e la riflessione si può per raggiungere quella conoscenza e consapevolezza di cui mi faccio sostenitrice. I social sono un importante mezzo per avvicinare il lettore e spingerlo a incuriosirsi ed approfondire.

Quali sono i tuoi obiettivi come autrice ? E le tue speranze ?

Raggiungere un pubblico sempre più vasto, magari anche all’estero. Non è facile essere sdoganati dalla nicchia della controinformazione, ma è fondamentale raggiungere più persone possibili, perché attraverso il ragionamento e una rigorosa documentazione a supporto, anche il lettore più prevenuto metterà in dubbio il suo indottrinamento. Molte persone mi ringraziano per avergli aperto una nuova visione attraverso i libri e le presentazioni. Questo è ciò che mi rende più fiera e determinata nell’andare avanti. È un percorso tutto da esplorare.

Grazie del tempo che ci hai concesso.
Ti auguriamo un in bocca al lupo per tutto !

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https://ilariabifarini.com/

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Salve, sono Roberto Di Molfetta, Fondatore e Amministratore di NuovOrdineMondiale.it.

Il mio Portale tratta Temi legati al Potere Occulto globale, che sempre più controlla e determina le nostre esistenze.

Mi accompagna in questa avventura di svelamento delle verità segrete, l'intervento del mio ottimo amico Morpheus.

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