Il Filo Conduttore della Ghiandola Pineale

DIFFUSIONE SEMPRE PIÙ MASSICCIA DEL 4G E 5G, PRECARIATO SOCIALE E LAVORATIVO, INTRODUZIONE NELL’ ACQUA POTABILE DI CLORO E FLUORO, FINO AD ARRIVARE AL LOCKDOWN NEL QUALE MIGLIAIA E MIGLIAIA DI PERSONE SONO STATE SEGREGATE DENTRO LE LORO ABITAZIONI. SI POTREBBE CONTINUARE CON UN ELENCO INFINITO DI ASPETTI, SITUAZIONI, COMPORTAMENTI CHE APPARENTEMENTE NON HANNO NULLA IN COMUNE L’UN L’ALTRO MA CHE INVECE SONO UNITI DA FILI CONDUTTORI COMUNI, FILI CHE NEL TEMPO SI TRASFORMANO IN CATENE E CI RENDONO SCHIAVI.
UN VIAGGIO AFFASCINANTE CHE CI PORTERÀ FIN DENTRO I MEANDRI DEL NOSTRO CORPO.
BENVENUTI, ANCORA UNA VOLTA A TUTTI VOI, NEL VASO DI PANDORA
(By Morpheus)

I PARTE: IL FILO CONDUTTORE DELLA GHIANDOLA PINEALE

In un precedente articolo vi parlai della diffusione nell’acqua potabile di sostanze come il fluoro, che nel medio lungo termine potevano determinare la calcificazione della ghiandola pineale. Alla diffusione di tale sostanza, con la scusa della purificazione, si è aggiunto anche il CLORO. Se molti di noi avessero tempo e voglia di fare una radiografia alla loro ghiandola, la vedrebbero, chi più e chi meno, calcificata. Per comprendere al meglio cosa ciò possa determinare, andiamo a vedere quali sono le funzioni svolte da essa.

FUNZIONI DELLA GHIANDOLA PINEALE

La ghiandola pineale ha una forma simile a quella di una pigna, una dimensione tra i 5 e i 9 millimetri. Negli esseri umani è collocata al centro della fronte. Essa ha la funzione di produrre una molecola naturale,la MELATONINA, molecola presente in tutti gli organismi, animali e vegetali.
Le funzioni della melatonina sono quelle di regolare le funzioni di ormoni (GH, TESTOSTERONE, CORTISOLO ECC..). Vediamo tali ormoni nello specifico.

L’ORMONE GH: È una proteina prodotta da cellule somatrope, dell’ipofisi anteriore. Tale ormone è importante per la crescita dei tessuti, quali muscoli, tendini, cartilagini. Esso ha un effetto lipolitico, cioè aumenta il consumo dei grassi ai fini energetici riducendo così l’utilizzazione del glucosio da parte del corpo. Migliora inoltre l’ossidazione degli acidi grassi, e stimolando le cellule del fegato, fa produrre a quest’ultimo l’ IGF-1.

Il GH viene prodotto prevalentemente attraverso proteine i cui aminoacidi più significativi sono arginina, ornitina, glutammina. Oltre che da tali aminoacidi, il corpo è stimolato a produrre GH dall’attività fisica. Fattori che invece ne inibiscono la produzione sono l’età, l’insonnia, alimentazione povera degli aminoacidi elencati sopra, inattività fisica. L’alimentazione moderna basata molto sui carboidrati, contribuisce molto a inibire la produzione di tale ormone.

L’ORMONE IGF-1: Esso si occupa di produrre la crescita delle cellule del nostro corpo. Prodotto dal fegato su stimolo del GH, promuove la fase anabolica stimolando l’assorbimento degli aminoacidi necessari successivamente per la costruzione di muscoli, ossa e cartilagini, soprattutto nella fase dai 0 ai 20 anni dell’individuo. Sempre più studi stanno dimostrando la possibilità di cura di diverse malattie quali la distrofia muscolare, malattie neurali, osteoporosi e nanismo attraverso questo ormone.
La melatonina è fondamentale per la produzione di tale ormone, così come l’attività fisica, ma anche il latte vaccino e di altri animali quali pecora, capra, bufala e i formaggi molli. Ciò che inibisce la produzione di tale ormone è una alimentazione ricca di amidi e zuccheri, così come l’eccessiva produzione di CORTISOLO, ormone che si attiva in tutte le condizioni di stress individuale, quali sono spesso quelle d’incertezza lavorativa, affettiva, di difficoltà d’insediamento sociale ecc…

L’ORMONE TESTOSTERONE: Ormone comune a entrambi i sessi, con la differenza nella quantità prodotta, nella parte del corpo ove si produce e nell’utilizzo. Tale ormone serve a sviluppare la struttura muscolare, protegge da malattie neurodegenerative, migliora l’attività delle cellule dendritiche, la concentrazione, la memoria a breve, l’umore, e protegge da malattie quali Alzheimer e Parkinson. Aiuta inoltre la riparazione delle cellule nervose. L’utilizzo di proteine, l’attività fisica, un riposo profondo stimolano la produzione di tale ormone, mentre età, cortisolo (ormone dello stress) ne riducono la produzione.

L’IMPORTANZA DELLA MELATONINA:

Abbiamo detto che la melatonina è prodotta dalla ghiandola pineale ed è un regolatore della presenza di altri ormoni. Va da sé che incidenze fisiche, sociologiche, chimiche sulla ghiandola pineale e che ne portano alla sua calcificazione, SI RIFLETTANO SU DI ESSA, con conseguente dis regolazione degli ormoni sopra elencati, e quindi di malfunzionamenti (leggasi patologie) corporee nonché d’incapacita’ di quest’ultimi di svolgere la loro funzione riparatrice tessutale.
La melatonina inoltre inibisce la produzione di cortisolo (ormone dello stress), serve ad alleviare i disturbi da jet lag, protegge le membrane cellulari, riduce la possibilità d’infarto, rafforza il sistema immunitario, riduce il colesterolo, riduce un sintomi della menopausa.
Studi fatti all’ospedale oncologico di Milano, hanno dimostrato che la melatonina inibisce la crescita delle cellule tumorali del cancro alla prostata, mentre all’Università di New Orleans di quelle del cancro ai polmoni, utero e mammella. Riduce inoltre gli effetti della chemioterapia e radioterapia e ci sono risultati incoraggianti per il trattamento dei tumori gastrointestinali e polmonari. Oltre ai fattori esterni e provocati ARTIFICIALMENTE che riducono la melatonina del nostro corpo, vanno ovviamente evidenziati quelli legati al nostro stile di vita: fumo, caffè alcool, età, e cortisolo contribuiscono enormemente alla sua riduzione.

II PARTE: IL FILO CONDUTTORE DELLA VITAMINA D

Abbiamo visto tutti le immagini in televisione o via web di quella che sembrava diventata una sorta di caccia alle streghe nei mesi di marzo e aprile, durante il periodo di massima virulenza del Covid: persone che pur rispettando ampiamente i limiti di vicinanza (molto spesso si trattava d’individui che passeggiavano in solitaria su spiagge totalmente deserte) venivano rincorse da agenti della municipale o delle forze dell’ordine per non dire controllate in volo da elicotteri. Eccesso di zelo? Gli agenti ovviamente non avevano la benché minima responsabilità o colpa, ubbidivano agli ordini emanati dall’alto.
Ma perché tutto questo accanimento? Se la persona più prossima è a chilometri da un altra, covid o non covid problemi non dovrebbero essercene….PERCHÉ IMPEDIRE DI STARE ALL’ARIA APERTA, DI PRENDERE IL SOLE?? Forse la verità è più occulta di quanto si creda.

IL SISTEMA IMMUNITARIO:
Il nostro corpo, macchina meravigliosa e complessa, è continuamente attaccato da virus, batteri, funghi; esso si difende attraverso la pelle, nella conflittualità esterna e da una serie di cellule in quella interna. Vediamole nello specifico.

MONOCITI: Sono prodotti dal midollo osseo, costituiscono al massimo l’8% dei globuli bianchi, e quando batteri entrano nel nostro corpo emettono delle tossine che vengono riconosciute da essi. I monociti a questo punto diventano più grandi, aggrediscono i batteri inglobandoli e nello stesso tempo inoculando in essi ipoclorito di sodio(varechina) e acqua ossigenata, uccidendoli.
MASTOCITI: Sono presenti nei tessuti connettivi in prossimità dei vasi sanguigni e terminazioni nervose. Essi rilasciano delle sostanze (istamina, eparina ecc….) mediante le quali si attiva la risposta immunitaria. In poche parole tali cellule sono le responsabili della “comunicazione” dell’infiammazione a livello cellulare che poi determinerà l’attivazione della risposta immunitaria stessa.
CELLULE DENDRITICHE: Individuate solo nel 1973, hanno forma ramificata, e grazie a essa entrano in contatto con batteri, virus e funghi (antigeni).
Tali cellule fagocitano l’antigene e iniziano a migrare verso il TIMO. La migrazione è fondamentale perché è proprio nel timo che esse diventano mature, cioè saranno per così dire operative per trasmettere informazioni dell’antigene ai linfociti B e T (di cui poi parlerò). Le cellule dendritiche possono decidere se attivare la difesa immunitaria o meno; utilizzano, per fare ciò, dei recettori chiamati TLR (TOLL LIKE RECEPTORS) i quali controllano se vi siano molecole infiammatorie rilasciate dai mastociti, cioè le citochine. Se ci sono, parte la risposta immunitaria (produzione di linfociti B e T) altrimenti no. Questo meccanismo così equilibrato e sensibile GUARDA CASO È PROFONDAMENTE LEGATO ALLA VITAMINA D CHE LO REGOLA, IN QUANTO LE CELLULE DENDRITICHE SONO SENSIBILI A TALE VITAMINA.
LINFOCITI: Nascono nel midollo osseo, costituiscono il 30 % del patrimonio difensivo e si dividono in due grandi categorie: B e T. Vediamoli nello specifico.
TIPO B: Per maturare e diventare quindi attivi abbisognano di migrare verso specifici organi linfatici cioè linfonodi, tonsille, milza. Quando un antigene, virus, batteri o funghi che siano, entrano nel nostro corpo i linfociti di tipo B li marchiano con un anticorpo, e conseguentemente si trasformano in una plasmacellula. Il linfocita plasmacellula trasmette all’interno del flusso sanguigno anticorpi che riconosceranno solo quello specifico antigene, permettendo così ai monociti a loro volta di riconoscerlo come una minaccia e quindi di aggredirlo e distruggerlo.
TIPO T: Essi maturano solo nel Timo. Si dividono in due macro categorie: T KILLER e T HELPER. Vediamoli nello specifico.
T KILLER: Essi capiscono se una cellula è infettata attraverso una proteina chiamata MHC, la quale si trasforma proprio quando entra in contatto con una cellula malata (cioe’ attaccata da un antigene o tumorale). Una volta riconosciuta ne buca la membrana e la uccide attraverso una proteina chiamata perforina.
T HELPER: Si dividono in tre macro categorie ma parleremo solo di due, TH1 e TH2
TH1: Agiscono direttamente sulla cellula malata per attivare una risposta immunitaria, non si servono cioè dei linfociti di tipo B e dei loro anticorpi. In pratica quando sono a contatto di cellule malate attivano dei mediatori dell’infiammazione, chiamate INTERLEUCHINE che a loro volta attivano i linfociti T KILLER e i MONOCITI per distruggerle
TH2: Essi attivano i linfociti di tipo B e i loro anticorpi, che a loro volta producono citochine che attivano successivamente i mastociti.
Sia i linfociti TH1 che TH2 sono prodotti dalle cellule dendritiche, i TH1 in caso di virus, TH2 in caso di batteri.

L’IMPORTANZA DELLA VITAMINA D:

In realtà la vitamina D non è una vitamina, ma un ormone. È ottenuta per il 90℅ dal sole, per il 10 dall’alimentazione.
Tale ormone viene visto solo ed esclusivamente come qualcosa per migliorare l’assorbimento di calcio nelle nostre ossa.
In realtà ciò è solo un aspetto. La sua azione è rivolta ad ogni cellula, organo e tessuto del nostro corpo, regolando addirittura il 3℅ del nostro genoma, cioè del DNA.

MECCANISMI E IMPORTANZA DELLA VITAMINA D:

I tessuti del nostro corpo( adiposo, surrene, cuore, cervello, ghiandola mammaria, prostata ecc…) hanno dei recettori, chiamati DVR che fanno legare tali tessuti alla vitamina D; è proprio grazie a questi recettori che la vitamina D interagisce con una serie di azioni come il controllo del sistema nervoso, della funzione muscolare, della secrezione insulinica, della trasformazione neoplastica, della differenziazione cellulare, della morte cellulare (apoptosi), della risposta immune e di molto altro, su cui la scienza ancora deve molto approfondire. Inoltre tale ormone ha dato risultati significativi sul trattamento di malattie come il morbo di Crohn, diabete di tipo 1, sclerosi multipla, riduzione del 52% delle malattie infettive (tubercolosi, AIDS, influenza) riduzione del 40℅ delle rotture ossee
e di ben del 62℅ per infarto. Va sottolineato che la carenza di vitamina D non è soltanto legata alla scarsa esposizione al sole; intervengono in tale processo anche l’obesità e l’acidosi tissutale, che contribuiscono non poco alla riduzione di questo ormone.
Bisogna allora esporsi al sole come lucertole?
Anche ciò sarebbe sbagliato, in quanto la luce solare è un potente ossidante e quindi in grado di produrre nel nostro organismo una significativa produzione di radicali liberi e quindi invecchiamento e morte cellulare più rapida.
La via è nel mezzo: 40 minuti al giorno di esposizione solare, lasciando scoperte braccia, gambe e ovviamente il viso.
Tenetelo presente qualora in futuro ci siano altri lockdown.

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