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Controllo

Il controllo globale

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controllo globale

Le etichette come “complottismo” e “cospirazionismo” vengono utilizzate in forma di arma ideologica semplicemente per poter censurare e liquidare ogni narrazione, ogni informazione che va oltre il pensiero unico e che cerca di approfondire tematiche scomode per il potere. – Enrica Perucchietti

La neolingua (nell’originale Newspeak, ossia “nuovo parlare”) è una lingua artificiale artistica immaginata e descritta da George Orwell per il suo libro 1984. Fine specifico della neolingua non è solo quello di fornire, a beneficio degli adepti del Socing, un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Una volta che la neolingua fosse stata radicata nella popolazione e la vecchia lingua (archelingua) completamente dimenticata, ogni pensiero eretico (cioè contrario ai princìpi del partito) sarebbe divenuto letteralmente impossibile, almeno per quanto attiene a quelle forme speculative che derivano dalle parole. (tratto da Wikipedia).

Proprio l’utilizzo della lingua, permette ai media e alla classe politica e intellettuale di mettere nell’angolo chi politicamente non è funzionale ai piani del nuovo ordine mondiale. Essere definiti complottisti è essere cancellati dagli interlocutori affidabili e credibili, con una definizione del termine sempre più costruita per far pensare a qualcuno che vede complotti immaginari, quando in realtà abbiamo verità scomode per i poteri forti, che reagiscono stigmatizzando l’individuo. Si parla di fallacia ad hominem, cioé non entrare nelmerito della discussione ma distruggere l’oppositore infangandolo e denigrandolo come persona che ragiona.

Stiamo andando verso una forma di tecno-distopia, in cui tutti saremo sorvegliati e controllati e la maggior parte della gente non se ne rende minimamente conto e, anzi, sembra abbracciare come progresso qualunque provvedimento venga imposto o incentivato dall’alto, persino farsi impiantare dei microchip per “comodità” in modo da evitare pin, password o il contante. La democrazia, dopotutto, come insegnava Edward Bernays, non può reggersi senza propaganda e manipolazione delle masse… Il potere, per controllarci, ci ha abituati a osservare il mondo e a reagire alla notizie di pancia, in maniera sempre più dogmatica, abdicando al nostro senso critico. – Enrica Perucchietti

A proposito di controllo tecnologico, emblematico è il caso della Cina comunista, dove esiste il punteggio sociale, chiamato credito sociale. Basta una piccola infrazione alle regole decise dallo Stato (comunista), e il cittadino si vede scalare dei punti dal proprio credito. Quando il punteggio arriva a zero, ecco che scattano delle restrizioni delle libertà personali dell’individuo. Se si aggiunge il controllo individuale tramite riconoscimento facciale e anche elettronico con carte di credito, biglietti dei mezzi pubblici, cartellini del lavoro, ecco che abbiamo una megamacchina del controllo automatico della popolazione che si avvicina allo stato tecnototalitario di cui parla Enrica Perucchietti nei suoi libri.

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